Ognuno di noi ha un luogo o un’azione che se è abituato ad essere single condivide con il proprio partner solo dopo una serie di appuntamenti, quando, per così dire, ci sembra di avere una certa ‘intimità', di essere 'in confidenza’ con lui. Per molte donne queste ‘azioni confidenziali’ sono il fare sesso, eterno dilemma se al primo, al secondo o al terzo appuntamento. E poi ci sono altre ‘consuetudini’, altre attività che ci piace compiere ma che ,se non c’è la giusta armonia, non condividiamo facilmente con l’altro e custodiamo gelosamente. Ad esempio fare la spesa assieme all’uomo che frequentiamo, sovente, è segno di un legame che sta diventando importante. Io ricordo di essere andata alle 6 del mattino a fare il test di analisi dell’hiv col mio uomo di allora. Svegliarsi presto e andare a fare il ticket, sottoporsi ad un esame così ‘privato’ e che spaventa sempre è certo sinonimo di ‘intimità’, almeno di un certo tipo. Però ci sono anche azioni più ‘quotidiane’. Trovarsi di venerdì pomeriggio da Leroy & Merlen con Mister Little in cerca di plafoniere economiche per la casa di suo fratello, credendo che 'watt' sia una storpiatura del cognome di Robert Wyatt. Insomma, quando arriva la quotidianità in un rapporto ? Non ci sono regole né strategie. Personalmente ci sono due cose che ritengo davvero intime da condividere con un uomo: mangiare e andare in libreria. Sì, perché la prima funzione necessita di caduta di maschere, di sovrastrutture. Il cibo svela vizi, difetti e fa cadere atteggiamenti artificiosi da ‘femme fatale’, costruiti su misura per la seduzione. Davanti ad un piatto di pasta siamo , come in vasca da bagno, nude. Mentre mangiamo difficilmente possiamo non lasciarci andare, naturalmente non esagereremo, ma se ci piace mangiare( e a chi non piace…) e bere, non baderemo ad essere sexy e conturbanti. Anche per la seconda ‘azione’ serve una certa complicità. I libri sono qualcosa di ‘personale’,intimo, si riferiscono a gusti, ricordi, hanno un odore, possiedono un immaginario di riferimento che per ognuno di noi è , nemmeno a dirlo, quanto di più soggettivo possa esistere. Parlare di libri, di generi, di scelte letterarie, di autori e acquistare libri non è cosa da prender alla leggera. Da un libro si capirscono molti 'dettagli', da un romanzo scelto, acquistato, letto, amato. Oppure un autore, prediletto o detestato, o, peggio, sconosciuto all’uomo che frequentiamo. Sono entrata recentemente assieme a Mister Little in una libreria in centro a Roma, ci siamo guardati, abbiamo scherzato, ma mi sentivo ancora un po' 'impacciata'. Perché? Un libro disvela il nostro mondo e quello del nostro amato, un mondo sconosciuto che stiamo a tentoni provando a penetrare e viceversa. Ho iniziato la relazione con Mister Little in contemporanea con il libro che mi ha regalato. È un romanzo di Michel Houellebecq, ‘Piattaforma’, che un mio amico definisce ‘un autore misogino’. Il libro non l’ho ancora terminato, sono scaramantica, finché la storia non prende la giusta piega, non arriverò all’ultima pagina…strane manie da ‘single’, signore.
domenica 29 novembre 2009
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Secondo quanto ho letto, credo che mi piacererà molto questo blog
RispondiEliminaCredo di aver perso il commento...
RispondiEliminaRiprovo.
Secondo quanto ho letto, credo mi piacerà molto il tuo blog
a presto
Tutto vero,ma credo che ognuno abbia i suoi personalissimi "segnali".Per me la confidenza diventa eccessiva quando lei inizia a parlare della sostutuzione dei MIEI mobili.Mi spiace che il primo commento che ricevi sia questa stupidaggine.Cerca di perdonarmi.Ciao
RispondiEliminaciao Lanza, grazie del commento che non reputo affatto una 'stupidaggine'.Anzi, mi sembra un ottimo spunto per capire quali siano i pensieri dall'altra parte, vale a dire quella degli uomini. I mobili mi ricordano la scelta del tavolino dei due amici di Harry e Sally nel ilm 'Harry ti presento Sally', scelta che scatenava una furiosa lite in effetti...
RispondiEliminaGrazie Angelo Azzurro, me lo auguro;).
RispondiEliminaCiao, mi ha colpito la tua frase sul fatto di aver fatto l'esame Hiv con il tuo uomo.
RispondiEliminaHo visto che sui libri hai usato la parola misogino non so in che contesto. Io credo che le donne scrivano benissimo e siano brillantissime, ma credo pure che non mi piacciono di solito i romanzi scritti da donne. Non è una regola generale, ma ho notato che spesso i romanzi scritti da donne non mi piacciono, nel senso che non si adattano alla mia sensibilità, quindi di solito non li compro. Devo dire che attualmente non compro nessun romanzo perché me li scarico da internet. Un saluto a te.
ciao 'capitano',
RispondiEliminasì, molti anni fa con il mio uomo dell'epoca feci il test dell'hiv...eravamo entrambi ipocondriaci, ma lui più di me!
Per quanto concerne la definizione'misogino', mi riferivo allo scrittore francese Michel Houllebecq, specie in 'Piattaforma', si evince una visione dlel'amore e del sesso molto 'maschile'. Il che non mi dispiace, ma , certo, come immaginerai è ben distante dalle prospettive femminili. Quindi capisco anche il fatto che a te interessino e piacciano meno i romanzi scritti da donne. Io non riesco a scaricare libri da internet, l'emozione di entrare in uan libreria è un piacere a cui non so rinunciare. Come pure quello di prenderli in prestito in biblioteca...
Eppure mio capitano non sa cosa si perde...
RispondiEliminaCiao, Ragazza perbene, io sento di fare testo solo a metà, perchè dopo la fine del mio matrimonio non ho avuto più convivenze, anzi la sola idea mi riempiva e mi riempie di terrore. Eppure sono passati quasi dieci anni.
Nel frattempo ho avuto una lunga storia, ma lui era molto lontano, oltre che sposato. Forse era prevedibile che dovesse andare a finir male, ma di sicuro ci è mancata la condivisione di quei gesti che cementano un rapporto.
E adesso, mentre lui ha fatto pure un figlio e, per quel che ne so, è felice, io sono rimasta con un pugno di mosche in mano. E, quel che è peggio, non permetto più a nessuno di valicare i miei confini, quelli entro i quali mi sono barricata.
Spesso penso che siamo sì artefici del nostro destino, ma che ci sono eventi imponderabili che ci spingono a diventere quello che diventiamo.
Ciao. :-)
La conoscevo, ma ascoltarla mi ha fatto bene, anche s le parole sono tutto fuorchè allegre.
RispondiEliminaGrazie mille, Ragazza:-)
di nulla;). Sì, le parole non sono 'allegre', ma sono pregne di languida nostalgia mentre ripensiamo al nostro amore, ai nostri amici e a frammenti della nostra vita...
RispondiEliminaAnche a me piacerebbe comprare libri in libreria. C'è il piccolo particolare che per comprare libri devi avere soldi da spendere.
RispondiEliminaPensa che io e mio marito invece ci siamo conosciuti proprio "a causa" dei libri, (esattamente di articoli sui libri visto che io gli ho mandato un pezzo per una rivista che dirigeva all'epoca), e abbiamo gusti a volte complementari ma più spesso divergenti, come per la visione sulla letteratura: alla fine i legami si formano a prescindere da tutto, o nonostante tutto. Io invece non andrei a comprare con lui "roba da donne" più che altro, perché è talmente indiscreto e senza vergogna che farebbe commenti ad alta voce senza preoccuparsi :-D
RispondiEliminaVerissima la questione dei libri. Si puo' capire molto non solo da cosa uno legge, ma anche dai libri che regala
RispondiEliminaciao Seia, bella la tua storia. Hai detto una 'verità' sui rapporti che io di solito sintetizzo così: le storie d'amore sono facili o vanno o non vanno.
RispondiEliminaAscoltare in un negozio di biancheria intima un uomo che commenta sarcasticamente e senza peli sulla lingua sarebbe divertente;).
M.H.un meraviglioso, terribile, grande scrittore.
RispondiEliminaCiao, Ragazza perbene,ti saluto all'ideale ora del the di noi ragazze perbene(ma non troppo,ca va sans dire)
ciao Zelda,
RispondiEliminabenvenuta!
esatto, non troppo;)...
Se H. è misogino, allora cos'è Celine? E Quevedo? O Faulkner? Se giudichiamo la letteratura dall'ottica del politicamente corretto, la letteratura è morta e sepolta.
RispondiEliminaciao 'sogliadiattenzione', benvenuto/a. No, figurati, io la penso esattamente come te, mai 'additare' o etichettare uno scrittore, né un filosofo o un musicista o un grande direttore d'orchestra... se è per questo. L'arte va al di là , sono d'accordo con te. Era solo per darvi un'idea sarcastica delle scelte letterarie di Mister Little, in questo caso, per nulla 'casuale' la scelta del primo libro che mi ha regalato...'Piattaforma', appunto. p.s. adoro Celine.
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