lunedì 30 novembre 2009

Questi Fantasmi...



Cosa sarebbe accaduto se Hubbell avesse sposato Katie e fossero vissuti felici e contenti ?

Avrete già capito che mi sto riferendo ai due protagonisti di “Come eravamo”, celebre 'cult movie' di Sidney Pollack datato 1973 con tanto di splendida colonna sonora della Streisand , nel film in veste di attrice e cantante.

Cinema a parte, passando per i più classici Romeo e Giulietta attraversando le vicende dell'infelice Werther di Goethe, approdando sino alla Daisy dei ricordi di Gatsby di F. Scott Fitzgerald, la letteratura di tutti i tempi e paesi ci ha abituato ad amori infelici. Di più, esistono anche quelli, come nel film precedentemente citato, che definirò: 'amori incompiuti'. Quelli che: “chissà cosa poteva succedere e, invece, non è stato possibile”. Magari 'lui' aveva già una moglie e una figlia, oppure 'lei ' doveva partire, o ancora 'lui' aveva necessità di andare via o la compagna era malata, una specie di 'Zelda', tanto epr tornare a citare Francis Scott Fitzgerald. Tutte 'scuse' per ovviare a una mancata 'corrispondenza d'amorosi sensi' per dirla con Foscolo? O, peggio, vigliaccheria quasi sempre maschile con conseguente paura di abbandonare il 'focolare domestico' per quella che si rpeferisce mantenere 'relazione extraconiugale' o, comunque, 'storia parallela'?Però non sono solo amori nati fuori dalle relaizoni 'ufficiali', anzi spesso si tratta di storie d'amore che si interrompono senza una 'causa esterna', almeno non apparente e visibile come un 'terzo' che si oppone alla coppia.

Esistono anche versioni della questione 'amore incompiuto assai diverse. Il 'vero amore' potrebbe essere quello che non ha trovato una risposta? È quello che più semplicisticamente e semplicemente rimpiangiamo? Perché c’è sempre qualche relazione triste da ricordare quando ascoltiamo una canzone? Forse è vero ciò che diceva Enrico Brizzi: “giacché si ama solo nel ricordo, è scritto” (Ma lui era un adolescente quando al suo esordio letterario pubblicò la storia di Alex e Haidi). Probabile che in maniera sottesa esista quasi una forma si autocompiacimento nel non raggiungimento dell'amore pienamente vissuto. Il grande amore è quello che ricordiamo quando pensiamo ad un’estate torrida senza un quattrino in tasca, gironzolando nel supermercato di Ostia Lido per comprare un panino, tante idee nella testa e sogni da condividere assieme? A volte il ‘fantasma’ del nostro 'ex', che cinicamente io definisco ‘il morto’, giacché trattasi di ‘elaborazione del lutto’ (sia pure di 'lutto passivo', ma sempre di elaborazione del lutto si parla per la fine di una storia), è meno nitido. In altre occasioni, il fantasma si ingigantisce fino quasi a diventare l’emblema perfetto del nostro ‘amore perfetto’. È un altro alibi per difenderci da un possibile coinvolgimento con l’uomo che stiamo conoscendo e quindi da un'altra probabile rottura? È più facile confrontarsi con un fantasma? Un 'ex' è perfetto, un ricordo, un‘morto’, non può risponderci, non arriva tardi agli appuntamenti, non ha quel maglioncino color aragosta che ci fa tanto inorridire, non posticipa l’uscita per il cinema. Insomma, non ha difetti come l’uomo con cui occasionalmente o meno stiamo uscendo. Il fantasma dell'ex è sempre pronto in ogni occasione, ci restituisce fiducia, autostima, amore, comprensione e felicità. Nell' 'assenza' siamo autosufficienti, mie care, mica piccola come scusa per allevare un fantasma. Francesca, 20enne universitaria, mi confidava che l'uomo che rimpiange è Marco, un suo ex che l'ha lasciata due anni fa e lei cerca spasmodicamente di riconquistarlo.  T., 41 anni impiegata statale,  ricorda ancora un certo F. , con cui durante le 'pause pranzo' ebbe degli scambi di conversazioni e nulla più, lo menziona come se fosse stato l'uomo della sua vita, mentre suo marito la ama e le sta vicino da oltre dieci anni.  Un musicista, conosciuto anni fa su internet,  con cui non ho mai 'consumato', pensava  che io fossi la sua 'anima gemella' e non sua moglie con cui vive da sette anni e che prima di sposarlo aveva lasciato lavoro e famiglia per seguirlo in un'altra città. V., un giornalista di 50 anni, sposato da quasi trenta e padre di due figli, mi confidava che reputava il suo grande amore  una donna con cui aveva tradito sua moglie per un paio di mesi e che non aveva più rivisto, ma che sapeva essersi posata nel frattempo. S., segretaria di unos tudio legale, 38enne, , dopo aver lasciato ben quattro volte  nell'arco di 8 anni il suo uomo di allora,  due delle quali a pochi mesi  dal matrimonio, sperava di incontrare il suo ipotetico 'grande amore' frequentando un supermercato per singles. Ora aspetta un figlio da un torinese di origine siciliana conosciuto su meetic.it per far ingelosire  un altro ex ( non quello degli 8 anni), torinese anche lui.

“Tu non molli mai” dice Hubbell-Robert Redford a Katie-Barbara Streisand nell'opera di Pollack. Forse la risposta è tutta qui. Forse se avessero entrambi 'mollato' avrebbero avuto il loro 'lieto fine'. In verità, non ho mai pensato che Katie potesse diventare una mogliettina perfetta, come non ho mai creduto che Hubbel diventasse più 'profondo' e maturo anche nella scelta delle sue relazioni e del suo lavoro di scrittore. Probabilmente ciascuno merita almeno un 'amore incompiuto' nella propria vita. Uomini e donne non cambiano, i fantasmi , però, si dileguano, prima o poi. Giusto il tempo di una bella canzone, una lacrimuccia di commozione per il tempo perduto, per quel 'come eravamo' che il nostro 'fantasma' rappresenta e poi l'incontro che attendevamo forse è proprio lì , dietro l'angolo che aspetta.

Anni di autoanalisi mi hanno resa poco avvezza all’amore tutto ‘assenza, tormento ed estasi’. E comunque i 'morti', intesi come 'ex',( con tutto il rispetto per quelli 'veri' che il 2 novembre commemoriamo seriamente), tornano (quasi) sempre nell’Ade.

6 commenti:

  1. Carissima buon giorno,
    che dire analisi precisa da manuale, ma i manuali non sono mai la realtà, che goduria ahahah
    Si tutti cerchiamo nel passato, ma anche no, quando ci rendiamo conto che come li chiami te son morti e allora siamo già un passo avanti!!!
    Il cercare nel passato è un modo come un altro per preservare il cuore, per nascondersi al trantran quotidiano.....
    basta lasciare permearsi dai sogni, ma tenere ben presente quale sia la realtà del cuore e della vita...difficile discorso di prima mattina e solo dopo un unico caffè ahahah
    Ok cmq ben arrivata nel mio mondo, a casa mia come mi permetto didire
    un bacio
    Anna

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  2. Hai uno stile personale,chiaro e scorrevole nello scrivere.Complimenti,posso invidiarti solo un pò?Riguardo all'argomento del post ho sempre pensato che le storie d'amore migliori siano quelle che non abbiamo vissuto.Ce le possiamo immaginare perfette,senza le banalità quotidiane.Confrontarsi con il fantasma di una donna che abbiamo ammirato ma non conosciuto a fondo credo sia duro per chiunque.

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  3. cara A&D,
    grazie del tuo bel benvenuto.
    è vero, i manuali non sono mai troppo 'reali', ma il mio post non ha l'ambizione di essere un manuale( magari!), le stesse esperienze reali che cito, dal vivo sono anche peggio;).
    un bacione e buon caffè( anch'io sono caffeinomane).

    carissimo Lanza,
    mi fai 'arrossire', ti ringrazio davvero per i complimenti. Mi sa che sono lusingata di essere invidiata...è 'brutto'?devo sentirmi in colpa?
    per quanto concerne i fantasmi, i nostri 'morti', sono d'accordo con quanto dici. Ma vuoi mettere il piacere di svegliarsi 'sfiancato' la mattina con una persona accanto che ti sorride e ha russato durante tutta la notte?;)

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  4. Forse è proprio così: l'amore ti rende un pò adolescente e perdi il senso critico, quello che ti fa stare con i piedi per terra. In quanto ai fantasmi, ripensando al passato si tende ad idealizzare dimenticando che, se la storia è finita, un amore così perfetto proprio non lo era.

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  5. quindi anche tu associ le parole 'amore vero' ad 'eterno', mi sembra di capire...perché lo faccio;).

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  6. L'amore vero è eterno?
    Credo proprio di si. Il guaio è che l'amore vero e reciproco è rara cosa, tutto qua.

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