martedì 1 dicembre 2009

Chi se ne va che male fa?!



Paolo Conte scriveva in una celebre canzone:  “Chi se ne va che male fa”. Mi sono sempre chiesta se quella dell’avvocato astigiano fosse un’interrogazione o un’affermazione. A seconda di come lo si interpreti il dilemma appare bicefalo: davvero chi se ne va non fa alcun male? oppure colui che lascia arreca una ferita non rimarginabile? Il mio ‘ex’, il morto, sosteneva e,a detta di amici comuni,sostiene ancora che fosse ‘inevitabile’. Rompere una relazione a volte è ‘necessario’, quasi quanto tornare a casa dalle vacanze estive. Qualcuno dice che ci voglia coraggio, come se il ‘nostro trincia-storie’ fosse un novello Indiana Jones con tutta la saga al seguito. Quindi il vero cuore impavido, il nostro mel gibson temerario, maturo e saggio, è colui che ci lascia? Non è che semplicemente una relazione richiede cura, attenzione, maturità e pazienza e lui vuole solo andare a bere con gli amici, suonare, stare in casa a mangiare la pasta con mammà, viaggiare, fare sesso con chi vuole? Inoltre, sfatando i luoghi comuni, chi lascia, chi decide di interrompere una relazione soffre? Dicono di sì. I motivi addotti sono tra i più vari, ma il mio personale ‘dubbio’ resta: forse si sente un carnefice? Se accettiamo questa come risposta plausibile, allora ne deduciamo che soffre per egoismo e ciò sminuirebbe il valore stesso della sofferenza all’interno della relazione finita. Indubbiamente il ‘trincia storie’ si sente in colpa e si duole per la responsabilità della scelta compiuta. Ma sul serio è lui il fautore del 'the end'? Certe volte si dice ancora: mi ha lasciato, ma io l’ho portato a lasciarmi. E allora perché non l’abbiamo lasciato noi stesse? E ancora mi chiedo: esiste un modo dignitoso di lasciare? Tanti anni fa avevo una di quelle storie ‘tira e molla’ con un mio coetaneo che suonva il basso e recitava il Tractatus di Wittgenstein.  Un giorno  mi lasciò( per l'ennesima volta) ‘a causa del dualismo cartesiano’. Sì, il mio ex, allora laureando in filosofia, mi disse testualmente così e mi spiegò la sua ‘doppiezza’ con intellettualismi che mi fecero soltanto ridere, un riso amaro naturalmente. La divina Isabelle Adjani, non l’ultima delle racchie, mie-i care-i , fu lasciata dal bel Daniel Day Lewis tramite fax, altre fonti dicono per telefono, mentre aspettava un figlio da lui. Il mio ultimo ex, non proprio Daniel Day lewis, mi ha lasciato per telefono dopo 5 anni ( ma questo lo dovreste già sapere se avete letto il mio blog). Eppure la magica alchimia per cui un uomo e una donna stanno assieme tanti anni nessuno la conosce. Una coppia sposata con un’età media di 65 anni una volta ad una cena mi disse di essere più innamorata ora di quando si conobbero. La signora in questione, A., poi mi raccontò di aver avuto soltanto suo marito sessualmente parlando e di essergli stata sempre fedele. Come si spiega? si tratta soltanto di ‘fortuna’ come sottolinea D. di 45 anni psichiatra sposata con un uomo più giovane di 10 anni giornalista?
Lasciarsi è un po' morire. Allora io sono stata solo un po' sfortunata?

14 commenti:

  1. Lasciarsi è un pò morire, ma è anche peggio vivere con chi non ti considera più l'amore della sua vita e ti ignora. E' una lenta agonia che mummifica l'esistenza, credimi.

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  2. Ciao Ragazza, questo argomento mi sta molto, molto a cuore perchè nella vita mi è capitato molto spesso di essere una "trincia storie", ma di essere stata letteralmente spazzata via dall'unico al quale avessi creduto.
    Tutto ciò che sta intorno ai sentimenti uomo-donna meriterebbe fior di trattati.
    Sabato sera, in tv, ho visto "Ulisse" (il programma condotto da Alberto Angela): secondo gli studiosi l'amore sarebbe prevalentemente una questione di chimica e di imprinting, per cui, amato un uomo in tutti i sensi, non riusciremmo più a legarci ad altri.
    A volte la scienza mi lascia perplessa.
    Se così fosse potrei considerarmi fortunata, visto che l'Amore l'ho conosciuto a 40 anni suonati, ergo adesso, a 50, potrei tirare i remi in barca e darmi all'uncinetto.
    Dico: mi sarei potuta innamorare perdutamente e sfortunatamente a 20 anni.
    In condizioni "normali" gli studi delle varie equipe di "dotti, medici e sapienti" mi avrebbero fatto anche ridere. Invece il pensiero sta tornano più volte a quella puntata di Ulisse.
    In effetti in questi ultimi quattro anni di vedovanza affettiva (ed effettiva9 mi sono capitate diverse occasioni:una più deludente e penosa dell'altra. non è che i tipi in questione fossero dei bruti o dei barbari, sono stata io a non considerarli nemmeno.
    Sai, quando mi è capitato di trinciare l'ho fatto sempre perchè c'erano dei motivi serissimi: magari perchè ero stanca di farmi picchiare, o di farmi raccontare bugie una dietro l'altra.
    In un certo senso ho anche trinciato il mio matrimonio, essendomi recata dall'avvocato per prima. Solo dopo il mio ex marito ha avuto la magnanimità di ammettere che avevo operato la scelta giusta, e che insieme non saremmo andati "da punte parti" (come dicono i toscani, accidenti a loro).
    Lui, però, si è risposato tre anni fa, dopo qualche anno di convivenza, io...sempre più sola, nonostante ogni tanto spunti fuori un vecchio amico "innamorato di me da sempre, e tu non te ne sei mai accorta".
    Sono tonta? Sono stronza? E gli altri una bocca per parlare ce l'hanno?
    Oramai di me amo dire, sorridendo amaramente, che sono come donna Consiglia, "che tutti la vogliono e nessuno se la piglia".
    In realtà so di non ssere molto esigente, ma solo di obbedire agli ordini impartiti dai miei parametri psichici.
    Io quello giusto l'avevo trovato, ma dopo anni di torture cinesi, dopo esserci presi e lasciati a causa della lontanaza, di sua moglie (non amata, diceva)e della sua gelosia assurda, è successo che è finita davvero, e la pietra tombale l'ha posta lui.
    Facendo un figlio mentre io stavo per entrare in menopausa. Tempismo perfetto, vero?
    A volte la vita è più carogna di noi.
    Scusami per il fiume in piena, Ragazza Perbene. Non so nemmeno se sono rimasta "in tema" o se ho deragliato, com'è mio solito.
    Un abbraccio molto solidale.

    ps.
    E pensare che, entrando nel tuo blog, ho pensato che fosse morto Paolo Conte. :-S

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  3. be', stando a quanto dice lo studio al quale accenni, siamo tutti , chi più chi meno, 'fregati'...io ho avuto solo una storia d'amore degna di tale definizione e,ancora oggi faccio fatica a credere che lui non ci sia più...cmq, a parte la mia storia, resto sempre catalizzata dai tuoi racconti così profondi, così dolorosi e quindi, pertinenti o no( e lo erano pertinenti ) , mi fai sempre emozionare e riflettere. E ti dirò di più, quando ho letto per la prima volta il tuo blog, subito mi è balzato agli occhi non solo il racconto del tuo matrimonio, ma anche un 'dettaglio' e cioè che il nome di tuo figlio era lo stesso del mio 'grande amore'( il 'morto'...ndr). Strane coincidenze, perché leggendo le tue parole mi avevi fatto tornare alla mente la storia di una donna con cui all'inizio ho avuto difficoltà a instaurare un rapporto, perché non volevo farla entrare nel mio mondo e anche perché era molto 'gelosa' di me, era la mamma del 'morto' e poi col tempo mi sono resa conto che era anche una proiezione, un retaggio del rapporto con mia madre...col tempo, sono diventata depositaria di molte delle sue confidenze e ho avuto un rapporto molto bello con lei,ma solo dopo. Scusa la 'divagazione', volevo dirtelo, ti ho sentita 'familiare'.Per quanto riguarda la paura di non incontrare più l'amore, da noi si dice: 'la sora camilla, tutti la vonno e nessuno se la pija'...io preferisco dire che sono 'la ragazza idolatrata e poi abbandonata'.Come di fatto è stato.
    Secondo me, dopo aver vissuto delle storie così dolorose, è naturale che tu abbia dei filtri e intuisca da subito cosa e chi va o non va per te. Io credo sempre che ci sia qualcuno che è destinato a noi, da qualche parte, scusa il romanticismo dal sapore apparentemente 'adolescenziale', ma è un augurio che mi e ti faccio. E , in fondo lo faccio anche alla mamma del 'morto' e, ahimé, al mio amato morto...
    ti riabbraccio.
    p.s. in effetti titolo e foto potrebbero far pensare ad altro, povero avvocato;)!

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  4. caro 'angelo azzurro', sono perfettamente d'accordo con te, solo che è molto dura ricominciare. un bacione.

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  5. Credo sia un argomento del quale si potrebbe parlare a lungo.Credo che se per uno dei due il rapporto ancora funziona e per l'altro è già finito da un pezzo in questo rapporto c'era qualcosa che non andava già da prima.Non ho mai lasciato nessuna,preferisco farmi lasciare.Perchè quando le lasci tu sei un porco senza cuore ma se ti lasciano loro ti confezionano certe spiegazioni basate su"bisogni di introspezione"piuttosto che "esplorazione di nuovi spazi".Un vero spasso,forse il momento più divertente dell'intera relazione.

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  6. essere lasciati/e credo che sia una cosa terribile... si soffre molto... si crede di aver sbagliato... ci si tormenta all'infinito...

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  7. Lasciare è difficile...
    Ma alle volte è la cosa migliore da fare!
    Io sono la "trincia stotie"...
    Adesso le tronco ancor prima di iniziarle...

    Buona giornata Carissima!
    Bacioni

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  8. Scusa ma ho realizzato solo ora quello che avevo letto quando ho lasciato il primo commento:Conte non è di Genova ma di Asti.Per punizione dovrai ascoltare cento volte consecutive "Genova per noi":)

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  9. ehehehe, scusa lanza, hai ragione...mea culpa!:)

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  10. Si dice anche che la realizzazione dell'amore concide con la sua fine e magari è anche vero che tutte le relazioni umani hanno una loro evoluzione e quindi un termine inevitabile. Chi se ne va non può fare altrimenti, diciamo che si se ne va sarebbe preferibile che lo faccia senza infilzare la lama nel cuore e ruotarla a 180°, come spesso succede.

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  11. Il tuo ultimo esempio mi ha dato da pensare: forse i due di 65 anni sono felici proprio perche' lei non ha avuto molti partner. Perche' non ha termini di paragone, e quindi si e' dedicata anima e corpo alla scoperta di lui, senza sempre pensare che forse c'era di meglio.

    Ah, ho un'amica che e' stata lasciata dal suo uomo quando le si sono rotte le acque. Lei gli ha detto: portami in ospedale. Lui le ha detto "mi spiace, ma non ce la faccio, ho bisogno di tempo per me", e se n'e' andanta a parigi.

    Lei ha preso un taxi per andare a partorire.

    Capita.

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  12. "capita"? certi uomini non sono uomini. e personalmente, meriterebbero una trinciata, ma non di "storia". Sono più per un bel taglio alla Lorena. Bobbit.

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  13. eh sì, concordo con Zion alias lorena Bobbit eheheh! scherzi a parte, credo che gli uomini siano i meno indicati a 'prendersi delle responsabilità'...ahinoi.

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